Istat lo chiama Rapporto sugli incidenti stradali in Italia 2024, usando la parola incidente che nella maggior parte dei casi riportati non è “un avvenimento inatteso, per lo più con effetti dannosi, che interrompe il corso regolare di un’azione”, come ci insegna la Treccani, ma un accadimento frutto di distrazione, spesso a causa di un telefono cellulare in mano, di mancata osservanza delle regole stradali, di assunzione di sostanze come droghe o alcol che alterano la percezione di chi è alla guida di un mezzo, che può trasformarsi in un’arma e ferire o uccidere.
Date queste premesse ciò che avviene sulle strade ogni giorno è tutto tranne che un avvenimento inatteso, a cui sembra non si voglia porre rimedio. I dati Istat certificano che siamo di fronte a una strage silenziosa che avviene quotidianamente sulle nostre strade che, a parte casi clamorosi, viene derubricata negli articoli di cronaca dei giornali locali. Stiamo parlando di circa 8 morti al giorno, per un totale di più di 3.000 vittime, 233.000 feriti di cui almeno 17.000 gravi. Questi avvenimenti si verificano per oltre il 70% su strade urbane, e le principali circostanze per cui avvengono sono “distrazione” alla guida, mancato rispetto della precedenza e velocità troppo elevata, tre elementi su cui si può intervenire facendo maturare consapevolezza in chi guida i mezzi.

I dati dell’Istat riportati sull’anno precedente, escono a luglio di ogni anno, mentre a novembre viene fatta una prima stima sui primi sei mesi dell’anno in corso, a questi è molto interessante affiancare quelli che arrivano dall’osservatorio di Asaps (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale), su pedoni, ciclisti e focus nei fine settimana. Asaps e l’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus hanno fatto una prima analisi dei dati Istat in questo comunicato.
Il tasso di mortalità in Italia, pari a 51 morti per milione di abitanti, è superiore alla media dei paesi nell’Ue, che è 44, e ci piazziamo al 19esimo posto della graduatoria europea per mortalità stradale, secondo i dati preliminari dell’European Road Safety Observatory. Nella sezione sicurezza stradale di GreenStart riporteremo notizie e buone pratiche perché l’obiettivo Vision Zero, che si è data la Ue, di arrivare a zero morti sulle strade entro il 2050 possa concretizzarsi. Al momento c’è una lieve riduzione, ma troppo contenuta per raggiungere un primo obiettivo di dimezzamento delle vittime stradali in Europa entro il 2030.


Nel 2024 3.030 vittime della strada in Italia, aumentano i morti tra i motociclisti e chi guida autocarri rispetto al 2023
Se le vittime della strada nel 2024 sono stabili rispetto al 2023, aumentano in modo significativo i motociclisti che hanno perso la vita. In particolare, si contano 830 vittime tra i motociclisti (+13,1% rispetto al 2023) e 146 tra gli occupanti di autocarri (in aumento del 30,4%); tra gli utenti di monopattini elettrici aumentano anche gli infortunati: il numero dei feriti sale a 3.751 e quello dei morti (entro i 30 giorni dall’incidente) a 23, cui si aggiunge 1 pedone (nel 2023 erano rispettivamente 3.195 e 21). Le vittime tra gli occupanti di autovetture scendono a 1.252 (-6,0% rispetto al 2023), tra i ciclomotoristi a 61 (-10,3%), tra i pedoni a 470 (-3,1%) e tra gli utenti di biciclette -anche elettriche- a 185 (in diminuzione del -12,7% rispetto al 2023 quando erano 212). Ma nel 2025, a inizio agosto, sono già 132 i ciclisti che hanno perso la vita in uno scontro stradale.














