I bus a idrogeno: una promessa non mantenuta? Negli ultimi anni, numerose città europee hanno sperimentato l’uso di autobus a idrogeno, sostenute da finanziamenti dell’UE attraverso programmi come JIVE. Tuttavia, molte di queste iniziative hanno incontrato ostacoli significativi. Ad esempio, l’agenzia di trasporto pubblico di Bruxelles, STIB-MIVB, ha concluso una sperimentazione di due anni con un autobus a idrogeno Van Hool A330. Nonostante le prestazioni tecniche soddisfacenti del veicolo, la mancanza di infrastrutture locali per la produzione di idrogeno verde ha costretto la città a importare idrogeno tramite camion, aumentando i costi e le emissioni associate. Di conseguenza, Bruxelles ha deciso di non proseguire con l’adozione di autobus a idrogeno, preferendo concentrarsi su quelli elettrici a batteria.
Situazioni simili si sono verificate in altre città europee. A Pau, in Francia, il consiglio comunale ha scoperto che i costi operativi degli autobus a idrogeno erano sei volte superiori rispetto a quelli elettrici, portando alla cancellazione del progetto. A Wiesbaden, in Germania, dieci autobus a idrogeno sono stati restituiti dopo un solo anno a causa di complessità operative e costi elevati. Sostenibilità degli elettrici a batteria I dati più recenti indicano una crescente adozione di autobus elettrici a batteria in Europa. Nel 2024, il 46% dei nuovi autobus urbani nell’UE erano elettrici a batteria, mentre solo il 3% utilizzava celle a combustibile a idrogeno. Paesi come i Paesi Bassi, Finlandia e Irlanda hanno raggiunto il 100% di bus elettrici a batteria.

Le ragioni principali di questa preferenza sono costi inferiori, maggiore efficienza energetica e una rete di infrastrutture di ricarica in rapida espansione. Inoltre, gli autobus elettrici a batteria offrono una maggiore affidabilità e minori costi di manutenzione rispetto ai loro omologhi a idrogeno.











